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Che cos’è l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT)?

L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) è un approccio psicologico che fa parte delle terapie Cognitivo-Comportamentali di terza generazione.
È un modello supportato da numerose evidenze scientifiche e viene utilizzato per aiutare le persone a gestire in modo più efficace il disagio emotivo e lo stress.
L’ ACT non si concentra sull’eliminazione dei pensieri o delle emozioni difficili, ma sul modo in cui ci relazioniamo a essi.

A differenza di altri modelli, l’ACT non punta a eliminare il disagio, ma a ridurre la lotta contro l’esperienza interna. Spesso, infatti, il tentativo continuo di controllare o evitare pensieri ed emozioni spiacevoli finisce per renderli ancora più presenti e invasivi.
L’ACT propone quindi un cambio di prospettiva: imparare a fare spazio a ciò che si prova, senza esserne travolti, e orientare le proprie scelte verso ciò che è davvero importante nella propria vita.

Il suo obiettivo è sviluppare una maggiore flessibilità psicologica, ovvero la capacità di restare nel momento presente, osservare ciò che accade dentro di sé e scegliere come agire in modo più consapevole, anche quando si attraversano momenti difficili.

L’obiettivo non è “stare sempre bene”, ma vivere una vita appagante e significativa, in linea con i propri valori.

Questo approccio viene utilizzato in percorsi di supporto psicologico per la gestione dello stress, dell’ansia, delle difficoltà emotive, dei disturbi psicosomatici e nei periodi di cambiamento o blocco personale. Il lavoro è spesso pratico ed esperienziale e può includere esercizi di consapevolezza e osservazione del corpo.

Se vuoi approfondire il mio modo di lavorare, puoi consultare la sezione Il mio approccio oppure contattarmi per una prima consulenza conoscitiva.

Lo stress

Lo stress è una risposta naturale dell’organismo. In condizioni normali è una risorsa: ci prepara ad affrontare le sfide, aumenta l’attenzione e l’energia disponibile.
Il problema nasce quando lo stress diventa prolungato o cronico. In questi casi, il sistema nervoso rimane in uno stato di attivazione costante, con effetti negativi sul benessere fisico ed emotivo. Quando diventa cronico, può contribuire a disturbi fisici ed emotivi come insonnia, ansia, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali e cefalee.

Il Biofeedback aiuta a riconoscere e modulare le risposte fisiologiche allo stress, favorendo un ritorno a uno stato di maggiore equilibrio.
Durante il training, la persona impara strategie di autoregolazione che può poi utilizzare nella vita quotidiana, migliorando il benessere generale e prevenendo l’insorgenza di sintomi psicosomatici.

L’obiettivo non è “eliminare lo stress”, ma imparare a riconoscerlo, regolarlo e prevenire i suoi effetti sul corpo e sulla mente, favorendo un equilibrio più stabile nel tempo.